Il Servizio Lab.I

A partire dai primi anni del ‘900, e ancora oggi, migliori condizioni di vita (es. condizioni igienico-sanitarie, alimentazione, tecnologia) e minori tassi di mortalità hanno comportato un aumento esponenziale della speranza di vita e, di conseguenza, l’invecchiamento della popolazione mondiale. Sempre più persone, quindi, raggiungono con successo la vecchiaia, convenzionalmente indicata con il raggiungimento dell’età pensionabile di 65 anni. Il nostro Paese, negli ultimi anni, si trova ad affrontare direttamente questo fenomeno “rivoluzionario”. In Italia, infatti, si sta assistendo al cosiddetto fenomeno del “nonno boom”: la popolazione over65 nel 1971 corrispondeva all’11,27% dell’intera popolazione, mentre nel 2001 tale percentuale è salita al 18,68%, e nel 2014 al 21,4% (ISTAT, 2014). In altre parole, da una percentuale ridotta si è passati e si passerà ad una percentuale sempre maggiore di anziani.

Oggi la visione dell’invecchiamento come inesorabile declino fisico e cognitivo che ha caratterizzato, fino a pochi decenni fa, il panorama scientifico è stata messa in discussione. Riconoscere che l’invecchiamento è un fenomeno complesso, che lo sviluppo della persona non si arresta nell’età adulta ma continua lungo tutto l’arco di vita, che la vecchiaia e la longevità costituiscono una vera e propria “rivoluzione silenziosa” tipica della nostra epoca, sono le principali ragioni che hanno favorito l’interesse verso lo studio delle caratteristiche peculiari dell’ultima fase della vita, con forti ripercussioni sia a livello scientifico che clinico. Divengono, quindi, sempre più importanti contributi scientifici e clinico-applicativi che siano in grado di rispondere alle esigenze che caratterizzano la fascia di popolazione anziana. In particolare, le nuove prospettive di ricerca e intervento si stanno focalizzando sul cosiddetto invecchiamento di successo: l’ottimizzazione delle risorse personali, la realizzazione di sé e delle proprie aspettative e lo “stare bene” sono le principali prerogative.

Il Lab.I – Servizio di Psicologia dell’Invecchiamento – opera da anni al fine di dare un nuovo impulso sia alla ricerca che all’attività clinica nell’ambito della Psicologia dell’Invecchiamento. 

Il Servizio intende offrire al territorio una risposta ai bisogni dell’anziano e dei loro familiari, promuovendo la buona longevità mediante la conoscenza e la riscoperta delle proprie risorse, la prevenzione dei cambiamenti cognitivi, emotivi e motivazionali fisiologici in questa fase della vita, e il potenziamento dei propri punti di forza. 

Il Lab.I, inoltre, mette le proprie conoscenze e competenze a disposizione di professionisti che lavorano con la fascia di popolazione anziana. Il Servizio organizza corsi di formazione che offrono ai professionisti la possibilità di approfondire le proprie conoscenze sui meccanismi che determinano i cambiamenti cognitivi ed emotivo-motivazionali legati all’età e di poter disporre di strumenti che permettono la presa in carico della persona anziana dalla valutazione all’intervento. Il Servizio vuole, così, formare professionisti competenti ed esperti nella valutazione e presa in carico dell’anziano, che potranno offrire un servizio specifico e attento ai peculiari bisogni di questa fascia di età all’interno degli enti e delle strutture in cui operano sul territorio.