CST-IT: Terapia di Stimolazione Cognitiva - Italia

Negli ultimi decenni l’allungamento della vita media e il graduale invecchiamento della popolazione hanno portato a un crescente interesse nei confronti dell’invecchiamento stesso; in particolare, vi è stato un notevole cambiamento per quanto riguarda cura della persona con demenza, e si è passati da un paradigma centrato sulla patologia a un nuovo e diverso approccio: il modello centrato sulla persona (Kitwood et al., 1997).

Rispondere efficacemente al crescente bisogno di mantenere una buona qualità di vita dell’anziano e di chi se ne prende cura è diventata pertanto una priorità. Proprio in quest’ottica sono stati ideati interventi di stimolazione cognitiva altamente strutturati (individuali o in piccolo gruppo), con l’obiettivo di fornire ai caregiver della persona con demenza una guida per comprendere e affrontare i cambiamenti del comportamento e del funzionamento dell’anziano, senza perdere di vista il l’obiettivo principale: mantenere la personhood.

Tra i numerosi interventi esistenti, la Terapia di Stimolazione Cognitiva (Cognitive Stimulation Therapy - CST, Spector et al., 2003) – protocollo di stimolazione cognitiva validato – è l'unico intervento per anziani con demenza lieve-moderata con evidenze di efficacia.

Perché funziona?

La Terapia di Stimolazione Cognitiva spicca in letteratura per le sue numerose evidenze di efficacia (Cove et al., 2014): studi randomizzati controllati hanno osservato infatti – attraverso l’utilizzo di diversi strumenti (tra i quali MMSE, CDR e ADAS-Cog) – notevoli miglioramenti sia nel funzionamento cognitivo globale, sia nella qualità di vita delle persone con demenza (si vedano ad esempio: Spector et al., 2003; Aguirre et al., 2013) in seguito all’utilizzo del protocollo.

La CST, come dimostrato da vari studi condotti sul territorio nazionale, incrementa il linguaggio e la memoria (Hall et al., 2013), così come la qualità di vita, e il benessere psicologico delle persone con demenza (Woods et al., 2012); agisce inoltre sul controllo e la riduzione dei sintomi comportamentali e psicologici (Woods et al., 2006). Migliora poi le funzioni cognitive globali e la qualità di vita della persona con demenza tramite ripetute stimolazioni multisensoriali (verbali, visive e multimodali), riducendo la tendenza all’isolamento e favorendo il livello di autostima della persona, che si sente ancora parte di relazioni sociali significative. La CST produce infatti una riduzione degli stereotipi negativi nei confronti delle persone con demenza attraverso la valorizzazione delle peculiarità personali, e ciò contribuisce a favorirne l’efficacia.

Le evidenze scientifiche e cliniche mostrano che il continuare con le sessioni settimanali della CST favorisce il mantenimento a lungo termine dei benefici cognitivi e funzionali che sono stati osservati in seguito alle 14 sessioni del programma CST di base (Salvalaio, X Convegno SIPI 2017). Tali dati suggeriscono l’importanza di proporre anche un programma di mantenimento della CST, al fine di massimizzarne i benefici (Orrell et al., 2005).

La Terapia di Stimolazione Cognitiva è un trattamento di stimolazione cognitiva di dimostrata efficacia rivolto a persone con demenza di grado lieve e moderato.

Il protocollo, validato e standardizzato in Inghilterra – con iniziali e promettenti risultati anche in Italia – ha dimostrato di produrre gli stessi benefici cognitivi raggiunti con il trattamento farmacologico (Spector et al., 2013). Infatti, le Linee Guida del National Insitute for Health and Care Excellence (NICE) – basate su revisioni sistematiche delle migliori evidenze disponibili e sull’esplicita considerazione del rapporto tra costo ed efficacia degli interventi sanitari – raccomandano l’utilizzo della Terapia di Stimolazione Cognitiva nella cura delle persone con demenza (Spector et al., 2006; Capotosto et al., 2017).

Dal punto di vista teorico, la CST prende avvio dall’approccio Person–Centred Care (PCC, cura centrata sulla persona) elaborato da Tom Kitwood (1997) e parte dall’idea che, nell’ambito del prendersi cura della persona con demenza, il compito principale sia quello di mantenere la personhood, ovvero l’essere persona nel suo senso più completo (avere sentimenti, emozioni, una personalità, una cultura) nonostante il decadimento delle funzioni cognitive (Faggian et al., 2013). Alla base vi è quindi l’idea di riconoscere la persona nonostante la malattia, per cui la cura va impostata partendo dalla storia di vita della persona, focalizzandosi sulle abilità residue e non soltanto sulle abilità compromesse.

Il protocollo può essere attuato da figure professionali (psicologi, operatori, infermieri) ma anche da volontari adeguatamente formati. Il programma prevede un intervento di base (di 14 sessioni bisettimanali) e un intervento di mantenimento (di 24 sessioni monosettimanali); può essere messo in pratica in residenze per anziani, centri diurni e ospedali.

La Terapia di Stimolazione Cognitiva prevede la partecipazione in piccolo gruppo di 5/6 persone con diagnosi di demenza lieve o moderata. Ogni sessione è strutturata in tre parti: inizio, attività principale e conclusione per una durata complessiva di circa 45/60 minuti.

Sessioni CST: 1 giochi fisici; 2 suoni; 3 infanzia; 4 cibo; 5 notizie di attualità; 6 volti e luoghi; 7 associazione di parole; 8 creatività; 9 categorizzazione; 10 orientamento; 11 utilizzo del denaro; 12 giochi con i numeri; 13 giochi con le parole; 14 quiz a squadre.

Il poter partecipare ad attività di stimolazione cognitiva ha un ruolo fondamentale per il mantenimento cognitivo e per la qualità di vita delle persone con demenza e dei loro familiari; dal momento che talvolta è difficile partecipare alle attività a causa di problemi logistici (trasporto, difficoltà motorie) è stato proposto un programma che può essere condotto a domicilio anche dal caregiver informale: la Terapia di Stimolazione Cognitiva individuale (individual Cognitive Stimulation Therapy - iCST). Si tratta di un trattamento di stimolazione cognitiva individualizzato ad uso del familiare e del caregiver di persone con demenza, che prevede sessioni e temi simili al protocollo di gruppo.

Sessioni iCST: 1/2 La storia della mia vita; 3/4 Notizie di attualità; 5/6 Cibo; 7/8 Creatività; 9/10 Giochi con i numeri; 11/12 Quiz; 13/14 Suoni; 15/16 Giochi fisici; 17/18 Categorizzazione di oggetti; 19/20 Antichità domestiche; 21/22 Rimedi della nonna; 23/24 Carte creative; 25/26 Slogan pubblicitari; 27/28 Arte; 29/30 Volti e luoghi; 31/32 Giochi di parole; 33/34 Slogan; 35/36 Associazioni di parole; 37/38 Orientamento; 39/40 Utilizzo del denaro; 41/42 Giochi di parole; 43/44 Arte; 45/46 La mia vita lavorativa; 47/48 Stile di vita sano; 49/50 Giochi fisici; 51/52 Suoni; 53/54 Infanzia; 55/56 Cibo; 57/58 Notizie di attualità; 59/60 Volti e luoghi; 61/62 Associazioni di parole; 63/64 Creatività; 65/66 Categorizzazione di oggetti; 67/68 Orientamento; 69/70 Utilizzo del denaro; 71/72 Giochi con i numeri; 73/74 Giochi di parole; 75 Quiz.

principi su cui si basano CST e iCST sono i seguenti:

  • Stimolazione cognitiva
  • Promozione di nuove idee; pensieri e associazioni
  • Utilizzo di orientamento; sensibilità e modalità implicita
  • Favorire le opinioni
  • Usare la reminiscenza come supporto per il qui e ora
  • Prevedere facilitazioni per aiutare il richiamo e il ricordo
  • Dare continuità e consistenza tra le sessioni di stimolazione
  • Favorire l’apprendimento e la memoria implicita
  • Stimolazione del linguaggio
  • Stimolazione delle funzioni esecutive
  • Persona al centro
  • Rispetto
  • Coinvolgimento
  • Inclusione
  • Scelta e stimolazione multi-sensoriale
  • Divertimento
  • Massimizzazione del potenziale
  • Costruire e rafforzare le relazioni sociali.

Erika Borella: Psicologa, Professore associato all’Università degli studi di Padova; insegna Psicologia dell’Invecchiamento ed è docente al Master di II livello in psicologia dell'Invecchiamento della stessa università. E'  membro della Società Italiana di Psicologia dell’Invecchiamento (SIPI). I suoi interessi di ricerca riguardano l'invecchiamento cognitivo e i training di potenziamento cognitivo. E' autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali.

Silvia Faggian: Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale; docente al Master di II livello in Psicologia dell'Invecchiamento dell'Università degli Studi di Padova; è membro del DCM international implementation group. Clinical Reviewer in trial farmacologici su popolazione con demenza tipo Alzheimer o MCI; trainer Dementia Care Mapping; referente italiana del Dementia Care Mapping (DCM) per la misurazione della qualità di vita delle persone con demenza e formatrice nella Cura Centrata sulla Persona (PCC); consulente del Centro Servizi Anziani Anni Sereni di Scorzé (VE).

Simona Gardini: Psicologa e Dottore di ricerca; docente al Master di II livello in Psicologia dell'Invecchiamento e Psicologia Architettonica e del Paesaggio dell'Università degli Studi di Padova. Si occupa di valutazione neuropsicologia nell'anziano, interventi psico-sociali per le persone con decadimento cognitivo, promozione della salute e del benessere psicologico. Collabora con: l’Università degli studi di Parma (nello studio di un trattamento farmacologico innoovativo nelle persone a rischio di demenza), le terme di Salsomaggiore e Tabiano (sugli aspetti psicologici di promozione del benessere e della salute) e con il Gruppo Sostegno Alzheimer Fidenza. È membro della società italiana di NeuroPsicologia (SINP).

Alessandra Lobbia: Psicologa, esperta in Psicologia dell’Invecchiamento (Master di II livello in Psicologia dell’Invecchiamento - Università degli studi di Padova) e specializzanda presso la Scuola di psicoterapia cognitivo comportamentale di Modena. Conduce training cognitivi e gruppi di stimolazione cognitiva, si occupa inoltre di sostegno ai caregiver.

Elisa Salvalaio: Psicologa presso il Centro Servizi Anziani Anni Sereni di Scorzè (VE), terapista Tomatis. Collabora con il Centro Studi Copernico per la formazione dei professionisti che operano nel settore sanitario.

 

Valentina Verzari: Psicologa, esperta in Psicologia dell’Invecchiamento (Master di II livello in Psicologia dell’Invecchiamento; Università degli studi di Padova) e specializzanda presso la Scuola di psicoterapia cognitivo comportamentale di Verona. Conduce training cognitivi e gruppi di stimolazione cognitiva, si occupa inoltre di sostegno ai caregiver.

 

 

Manuali

La terapia di stimolazione cognitiva. Un intervento efficace per la persona con demenza.

Gardini, Pradelli, Faggian, Borella. 

FrancoAngeli ed. 2016.

 

 

Promuovere il benessere nella persona con demenza. Una guida pratica per la stimolazione cognitiva ad uso del famigliare e del caregiver.

Borella, Lobbia, Michelin, Faggian, Gardini. 

FrancoAngeli ed. 2016.


Eventi:

16 Maggio 2017 - Scuola di Psicologia, Università degli Studi di Padova

Dr Aimee Spector

Cognitive Stimulation therapy (CST) for people with dementia: Research and practice.

 

Per ulteriori informazioni consultare il sito de l’International CST centre:

http://www.ucl.ac.uk/international-cognitive-stimulation-therapy

 

Dal 2015 il Gruppo CST-Italia porta avanti uno studio multicentrico per la validazione italiana della CST. Attualmente sono coinvolti nello studio 9 centri in tutta Italia: RSA Villa Mercede (referente: Nadia Gamboz, Ischia - NA); Università degli Studi di Parma - Airhalz (referente: Francesca Ferrari Pellegrini, Parma - PR); Residenza Protetta Familia Nova (referente: Emanuela Capotosto, Fano - PU); Centro Residenziale Domenico Sartor (referente: Giovanna Cipriani, Castelfranco Veneto - TV), Istituto Gris (referente: Alberta De Mattia, Mogliano Veneto - VE); Casa di riposo Tomitano e Boccasin (referenti: Roberto Vettori, Martina Segato e Alessandro Prezzamà, Motta di Livenza - VE); Centro Servizi Anna Moretti Bonora (referente: Rossana Primavera, Padova - PD); Centro Servizi Don Allegri, (referente: Eleonora Zecchinato, Salzano - VE); Centro Servizi Anni Sereni (referente: Silvia Faggian, Scorzè - VE).

Ad oggi lo studio ha coinvolto 129 persone, tra queste 72 hanno ricevuto anche il protocollo di mantenimento.

Se desidera collaborare alla nostra ricerca, ci contatti all'indirizzo lab.psicologiainvecchiamento@unipd.it e le forniremo tutte le indicazioni necessarie.